Quanto Basta - Festival dell'economia ecologica - Livorno 30 maggio 2 giugno 2013 - SICREA S.r.l.
Houston abbiamo un problema... l’entropia
Il cowboy, romantico e violento, si spinge alla conquista delle praterie sconfinate per far pascolare i suoi animali e far crescere le attività economiche sterminando i pellerossa e distruggendo le risorse naturali. L’astronauta, goffo e ingegnoso, può contare soltanto sulle risorse che si trovano dentro la navicella spaziale e nella stessa navicella, e in nessun altro posto, può mettere i sui rifiuti, pena la non sopravvivenza.
Con questa immagine pittoresca Kenneth Boulding, economista, filosofo, pacifista inglese, nel libro del 1966 The economics of the coming Spaceship Earth, denuncia l’economia del cowboy della crescita infinita dei consumi e dell’uso illimitato delle risorse e propone l’”economia della navicella spaziale” dove la Terra è considerata un sistema ecologico chiuso, nel quale la disponibilità di qualsiasi cosa ha un limite, per quanto riguarda sia la possibilità di uso, sia la capacità di accogliere i rifiuti. “Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all’infinito in un mondo finito è un pazzo. Oppure un economista.” È una sua battuta.
Boulding, ha posto quindi l’accento sul tema della limitatezze delle risorse, sulla caratteristica del processo economico di produrre rifiuti e sulla necessità di un riciclo al 100%. Le sue idee di quacchero pacifista lo hanno portato inoltre ad approfondire gli studi sulla redistribuzione del reddito e sulla gratuità dello scambio. Tanto più, come disse in una omelia del 16 novembre 1975, “la nave spaziale ha due ponti: nel ponte superiore si trovano gli abitanti opulenti del Nord del mondo; nella stiva la maggior parte dei terrestri, abitanti dei paesi poveri del Sud del mondo, il cui numero aumenta continuamente, come aumenta la consapevolezza delle condizioni inique in cui sono relegati.”
Boulding sostiene che le relazioni economiche non si esauriscono semplicemente in relazioni bilaterali di scambio mediate da un prezzo. Esistono infatti un gran numero di relazioni non mediate da alcun prezzo. Formula così la c.d. teoria ‘triangolare’ delle interazioni sociali.
In queste sue teorie, Boulding ha percorso un cammino parallelo a quello di Nicholas Georgescu-Roegen, economista rumeno, considerato il padre nobile dell’economia ecologica.
Il più grande pregio di Georgescu-Roegen è quello di avere messo in luce la natura biofisica del processo produttivo e la sua irreversibilità dovuta alle leggi della termodinamica. Nel libro del 1971 The Entropy Law and the Economic Process Georgescu-Roegen spiega il concetto di entropia: l’energia con l’uso si trasforma e si degrada, ovvero diventa energia non disponibile e l’uomo non può più usarla. L’energia degradata è sinonimo di disordine e l’entropia è una misura del disordine del sistema ovvero una misura dell’energia ormai non più disponibile.
Georgescu-Roegen, sostiene quindi che qualsiasi processo economico che produce merci diminuisce la disponibilità di energia nel futuro e quindi la possibilità futura di produrre altre merci.
Inoltre, Georgescu-Roegen, formula il c.d. 4° principio della termodinamica: sostiene che nel processo economico anche la materia si degrada, ovvero diminuisce tendenzialmente la sua possibilità di essere usata in future attività economiche: una volta disperse nell'ambiente le materie prime, queste possono essere re-impiegate nel ciclo economico solo in misura molto minore ed a prezzo di un alto dispendio di energia. Da qui deduce, che il riciclaggio al 100% non è possibile.
Materia ed energia, quindi, entrano nel processo economico con un grado di entropia relativamente bassa e ne escono con un'entropia più alta. Ne consegue la constatazione che il processo economico non è né chiuso, né isolato e che risulta impossibile una crescita continua data la limitata capacità di assorbimento della Terra.
Infatti, la navicella spaziale Terra è sempre quella, con un numero sempre più grande di astronauti che si comportano come cowboy. Purtroppo, non sono previste altre navicelle di soccorso dove mettere i rifiuti. Da ciò deriva la necessità di ripensare radicalmente il processo produttivo, rendendolo capace di incorporare il principio dell'entropia e, in generale, i vincoli ecologici.