Quanto Basta - Festival dell'economia ecologica - Livorno 30 maggio/1 giugno 2013 - SICREA S.r.l.

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Quanto Basta - Festival dell'economia ecologica - Livorno 30 maggio 2 giugno 2013 - SICREA S.r.l.

Fare pace con il pianeta

uomo mondo“Con la respirazione i pesci producono anidride carbonica, che viene assorbita dalle piante acquatiche e usata, attraverso la fotosintesi, per produrre l’ossigeno di cui i pesci abbisognano per respirare. I pesci espellono rifiuti contenenti composti organici azotati; quando i rifiuti sono metabolizzati dai batteri e dalle muffe acquatiche, l’azoto organico è trasformato in nitrato che a sua volta è nutrimento essenziale per le alghe; queste ingerite dai pesci, contribuiscono a produrre i loro rifiuti organici e il ciclo è completo”.
Con questo esempio, Barry Commoner, biologo ambientalista americano, afferma semplicemente che negli ecosistemi gli elementi chimici che vi partecipano sono sottoposti a processi ciclici chiusi, mentre nella sfera umana, i processi sono lineari e producono rifiuti senza capacità di assorbimento da parte dell’ambiente.
Commoner articola il suo pensiero nel libro del 1971 The Closing Circe, formulando le c.d. quattro leggi dell’ecosfera.
La prima legge afferma “Ogni cosa è connessa con ogni altra cosa”: essa esprime che la natura è un reticolo complesso e ogni sua parte è collegata con le altre. Il pesce è un elemento di un reticolo che ne definisce le funzioni e le interconnessioni con gli altri elementi.
La seconda legge sostiene “Tutto deve andare da qualche parte”: essa sottolinea che i cicli della natura sono rigorosamente chiusi. Il ciclo naturale si chiude armoniosamente lasciando al nuovo ciclo, non rifiuti, bensì nuova sostanza organica come base per un nuovo ciclo. Il pesce, la natura, non spreca e non produce rifiuti.
La terza legge dichiara “La natura è la sola a sapere il fatto suo”: essa evidenzia il fatto che l’ecosistema è coerente e i suoi numerosi componenti sono compatibili l’uno con l’altro e con l’insieme. Tutto questo è il risultato di un processo lunghissimo, molto lento e conservativo durato miliardi di anni. Il ritmo evolutivo è lentissimo.
La quarta legge enuncia “Non esistono pasti gratuiti”: essa rimarca il fatto che qualsiasi distorsione di un ciclo ecologico, o l’inserimento in esso di una componente incompatibile provoca inevitabilmente effetti dannosi talvolta irreparabili. Ovvero la natura non fa sconti.
Senza la pretesa di voler formulare leggi sulla tecnosfera, ma semplicemente osservando il funzionamento del nostro sistema socio economico, è evidente come questo mal si adatti alle leggi dell’ecosfera.
L’uomo, nello svolgere le sue attività, pone pochissima attenzione alle dinamiche che vengono innescate a seguito dell’introduzione di suoi nuovi prodotti. L’innovazione, infatti, se da un lato, ha risolto molti problemi e elevato il tenore di vita di molte persone, dall’altro, ha causato danni all’ambiente tali che da mettere a rischio la salute dell’uomo e del pianeta. Dalla Rivoluzione Industriale ad oggi, la storia del “progresso umano” è stato un susseguirsi di grandi conquiste che puntualmente determinavano nuove problematiche. L’approccio lineare non aiuta a uscire da questo paradosso. Si pensi al problema fame nel mondo affrontato negli anni Sessanta: per incrementare i raccolti è stato ha introdotto l’uso di fertilizzanti chimici che hanno impoverito i terreni, inquinato le falde acquifere e resi meno salubri i prodotti agricoli destinati all’alimentazione. Il problema fame nel mondo rimane tutt’oggi, la prossima soluzione si chiama OGM. Stesso approccio, nuovi problemi di impatto ambientale futuro.
Inoltre, un altro aspetto che l’attività dell’uomo non considera affatto è quella dei tempi biologici. Le esigenze di mercato e la necessità di cambiamenti rapidi, producono prodotti scarsamente compatibili con la natura e i suoi ritmi. I prodotti dell’uomo non si adattano all’ambiente come il pesce, ma vi si impongono. La natura si ribella. La tecnosfera è in guerra con l’ecosfera.
Che cosa fare? Se il problema deriva dal fatto che siamo in guerra con il pianeta la soluzione più ovvia è riappacificarsi con esso, abbandonando l’attuale modello di sviluppo per iniziare un nuovo percorso ispirato all’economia ecologica.
Fare la pace con il Pianeta è uno degli ultimi libri di Barry Commoner dove sostiene che, l'inquinamento ambientale può essere prevenuto solo attraverso la riprogettazione del nostro modo di produrre dei beni.

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