Quanto Basta - Festival dell'economia ecologica - Livorno 30 maggio 2 giugno 2013 - SICREA S.r.l.
Altruità: il vaccino contro l’individualismo senza limiti
di Simone Falorni
Proseguiamo il nostro viaggio sulle curiosità dal mondo della ricerca con un occhio di riguardo verso le scoperte e le riflessioni sul comportamento umano, aspetto fondamentale per cercare di delineare un nuovo modello di sviluppo improntato sull’economia ecologica.
Il tema affrontato riguarda l’analisi dello scienziato Philippe Kourilsky che ha esposto nel suo ultimo saggio “Il manifesto dell’altruismo”. Kourilsky è professore d'immunologia molecolare al Collège de France, membro dell'Accademia delle Scienze e Presidente onorario dell'Institut Pasteur.
Come mai un immunologo si è cimentato nello studiare il concetto di altruismo?
La sua tesi prende spunto da ciò che ha osservato in una vita di lavoro in merito alle vaccinazioni.
Come ha dichiarato in un’intervista concessa a Fabio Gambaro su Donna di La Repubblica, "Vaccinare significa affrontare la realtà economica in cui si opera, confrontandosi col problema dei costi, delle politiche sociali. E’ un'attività che ci spinge a interrogarci sul senso e la direzione del lavoro che si sta svolgendo, facendo i conti coi limiti della nostra azione. Quando si lotta contro la povertà e le malattie nel terzo mondo, e lo stesso vale se si cerca di fronteggiare le conseguenze del riscaldamento climatico, ci si rende conto che è necessaria la collaborazione di tutti. Nasce da qui la mia riflessione sull'altruismo".
Kourilsky affronta l’argomento delimitando il campo concettuale. Per lui l’altruismo deve intendersi come altruità, qualcosa che si distingue sia dalla concezione neoliberista di individualismo, sia dalla generosità volontaria intrisa di sentimentalismo. L’altruità è dettata dalla logica, è un dovere che abbiamo nei confronti degli altri. Come è vero che la nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri, è vero anche che la nostra libertà si costruisce sempre insieme e grazie a quelle altrui. Una sorta di autolimitazione alla libertà individuale che rende più liberi per il semplice fatto di rendere possibile anche la libertà degli altri.
"Da soli non ci si salva” dice Kourilsky.
La sua idee di altruità prende anche le distanze dal piano dell'empatia e dell'amore. Sostenendo che la libertà di un individuo è costruita a partire da quella degli altri, lo scienziato individua indubbiamente anche un interesse personale, ma sottolinea soprattutto il senso del dovere che si esprime indipendentemente dal piacere. Tornando al parallelismo con le vaccinazione, fa notare che quando qualcuno decide di vaccinarsi, non lo fa solamente per se stesso, ma anche per bloccare il diffondersi di un'epidemia. La vaccinazione, che non è piacevole, è un atto di altruità. La tesi si Kourilsky si inserisce in un momento storico dove sembra che l'individuo abbia perso la coscienza dei doveri, trasferendo alla collettività la problematica della responsabilità. C’è l’invito a ricostruire una morale laica del dovere e della responsabilità, a partire dalla dimensione individuale.
Per fare ciò, un ruolo essenziale lo dovrebbero avere l'informazione e la cultura, in quanto, Kourilsky nutre forti sospetti sulle teorie naturaliste del comportamento. Fa notare i gravi errori commessi con l'eugenismo, e mette in guardia dal trarre conclusioni affrettate sul comportamento cooperativo di alcune specie del regno animale.
L’altruità è un'attività razionale per la quale l'educazione è fondamentale. E’ un atteggiamento più culturale che naturale, di stretta pertinenza umana.
Dall’analisi sul comportamento umano di Kourilsky, quindi, emerge una critica sia all’idea che il perseguimento esclusivo dell’interesse personale determini benefici collettivi, base del neoliberismo, sia alla teoria di una naturale generosità delle persone che sfocerà pian piano fino a costituire una società dell’empatia.
Introduce quello che potrebbe essere chiamato un desiderio di auto-limite alla libertà, per evitare, come diceva Giorgio Gaber, che la troppa libertà diventi come una chitarra che ognuno suona come vuole e che tutti suonano come vuole la libertà.
In conclusione, Kourilsky sostiene che l’uomo è egoista, ma ha tutte le capacità razionali per comprendere che tale egoismo deve essere limitato nell’interesse di tutti.
In attesa di un vaccino contro l’individualismo senza limiti, andrebbero già molto bene dosi omeopatiche di informazione, educazione e cultura che prospettino uno scenario futuro dove i parametri del benessere siano completamente rivisti.